Sette errori
- Scope vago. "Guidare l'azienda per 6 mesi" non e' uno scope. Scope e': tre risultati misurabili con soglia e target, dentro un perimetro definito.
- KPI a 24 mesi su un mandato di 6. Il CEO ad interim non puo' rispondere di risultati che si manifestano dopo la sua uscita. KPI a orizzonte del mandato.
- Procure ambigue. O troppo strette (paralizzano l'operativita') o troppo ampie (espongono azionista e ad interim). Soglie chiare, materie riservate elencate.
- Nessuna clausola di exit. Se il fit non funziona o lo scope cambia, servono 30 giorni per uscire senza contenzioso. Clausola bilaterale obbligatoria.
- Retribuzione tutta variabile. Un CEO ad interim serio non accetta un mandato con retainer minimo e tutto sulla milestone. Espone entrambi al breakage del contratto.
- Silenzio con l'organizzazione al giorno 1. Se dipendenti e management non sanno perche' e' entrato l'ad interim, si crea vuoto informativo che riempie il gossip. Comunicazione ufficiale entro 48 ore.
- Aspettarsi il CEO permanente al 50 percento del costo. L'ad interim non e' un permanente low-cost. E' uno strumento diverso, con logica economica diversa. Comparare le fee sul giorno lavorato non ha senso.
