Primi passi
Crisi d'impresa: cosa fare.
Dieci giorni per capire dove sei davvero. Poi si decide lo strumento, non prima.
Risposta diretta
In una crisi d'impresa i primi dieci giorni servono a costruire tre documenti: previsione di cassa a 13 settimane, mappa dei debiti per natura e scadenza, margine reale per linea. Solo dopo si sceglie lo strumento, dalla negoziazione privata alla composizione negoziata della crisi, insieme al proprio legale.
Il tempo
La variabile che nessuno recupera.
Le imprese che si salvano non sono quelle con meno debito, sono quelle che hanno agito prima. Ogni trimestre di rinvio riduce le opzioni: gli affidamenti si saturano, i fornitori strategici passano al pagamento anticipato, le persone chiave se ne vanno, il potere negoziale evapora.
Il costo del rinvio non compare in nessun conto economico, ma e' la voce piu' pesante di tutte.
Nota: contenuto informativo e gestionale. Gli aspetti giuridici e le responsabilita' degli amministratori vanno valutati con un legale.
Dieci giorni
Cosa fare, in che ordine
01
Giorno 1-2: fotografia della cassa
Saldi reali, affidamenti residui, incassi certi e scadenze dei prossimi 90 giorni. Costruita sui movimenti, non sul budget.
02
Giorno 3-4: mappa dei debiti
Finanziario, commerciale, fiscale e previdenziale separati per natura, importo e scadenza, con evidenza degli scaduti.
03
Giorno 5-6: margine reale
Margine di contribuzione per linea e per cliente principale. Serve per sapere cosa proteggere e cosa fermare.
04
Giorno 7: adeguati assetti e organi sociali
Verifica con legale e revisore degli obblighi degli amministratori, dello stato degli assetti organizzativi e delle segnalazioni ricevute.
05
Giorno 8-9: priorita' e interlocutori
Decidere cosa si paga e in che ordine, e nominare un interlocutore unico verso banche e fornitori strategici.
06
Giorno 10: scelta dello strumento
Con i legali si valuta il percorso: negoziazione privata, composizione negoziata o altro strumento di regolazione della crisi.
Parliamone
Situazione tesa e poche settimane davanti?
Call riservata di trenta minuti, anche prima di un NDA. Guardiamo cassa e scadenze, e ti dico cosa farei io nei prossimi dieci giorni.
Risposta personale entro un giorno lavorativo.
Nessun pitch deck. Nessun intermediario.
Dopo i dieci giorni
Le tre strade possibili
La prima e' la negoziazione privata con banche e fornitori, praticabile quando lo squilibrio e' recente e i creditori sono pochi. La seconda e' la composizione negoziata della crisi, riservata e volontaria, con un esperto indipendente che facilita le trattative. La terza sono gli altri strumenti di regolazione previsti dal Codice, con effetti piu' pesanti e maggiore rigidita'.
Qualunque sia la strada, l'esecuzione resta in capo all'azienda: vedi ristrutturazione aziendale e chi guida l'azienda durante il percorso.
FAQ
Crisi d'impresa: domande frequenti
Quali sono i primi segnali di una crisi d'impresa?
Scaduto fornitori che cresce piu' del fatturato, utilizzo costante degli affidamenti al massimo, ritardi ricorrenti su contributi e imposte, allungamento dei tempi di incasso, perdita di margine su linee storiche e turnover di figure chiave. Quasi sempre compaiono nell'ordine dei numeri prima che nelle relazioni con i clienti.
Cosa deve fare un amministratore quando l'impresa e' in difficolta'?
Attivarsi senza indugio per rilevare lo squilibrio e adottare uno degli strumenti previsti dall'ordinamento per il superamento della crisi, dotando l'impresa di assetti organizzativi, amministrativi e contabili adeguati. Gli obblighi specifici e le responsabilita' vanno verificati con il proprio legale sul testo vigente del Codice della crisi.
Da dove si comincia in concreto?
Dalla cassa a 13 settimane costruita sui movimenti reali. Prima di quel documento nessuna decisione su fornitori, personale o banche e' informata, e il rischio e' di risolvere il problema sbagliato con l'urgenza sbagliata.
Quali strumenti esistono in Italia?
La negoziazione privata con i creditori, la composizione negoziata della crisi e gli altri strumenti di regolazione della crisi e dell'insolvenza previsti dal Codice. La scelta dipende da gravita', tempi e disponibilita' dei creditori, ed e' una valutazione da fare con un legale.
Quando conviene chiamare un manager esterno?
Quando la struttura interna non riesce a produrre dati affidabili con continuita', quando le decisioni difficili si rimandano da mesi, o quando i creditori chiedono un segnale di discontinuita' nella gestione. Piu' tardi si chiama, meno opzioni restano.
Cosa non bisogna fare?
Tre errori ricorrenti: pagare i creditori piu' rumorosi invece dei piu' strategici, promettere alle banche cifre non sostenibili per guadagnare tempo, e tagliare in modo lineare i costi senza prima ridurre il perimetro. Tutti e tre accelerano la crisi invece di rallentarla.
Prossimo passo
Serve un CEO in Italia. Subito.
Prenota una call conoscitiva di 30 minuti. Senza pitch deck. Risposte dirette su fit, tempi e perimetro.
